Ma perché – vi chiederete – abbiamo voluto dedicare uno spazio così
importante del nostro blog al tema del Polo Universitario regionale?
Intanto perché il compianto presidente Luigi Einaudi – e noi siamo suoi
estimatori – non si stancava mai di ricordare ai suoi studenti che il principio
basilare di qualunque intrapresa volta a conseguire dei risultati certi fosse
uno solo: Conoscere per deliberare!
E se di quest’argomento ben pochi hanno l’ardire o la competenza di
parlare, noi riteniamo di averne titolo.
Poi, perché dopo l’inizio dei lavori del Polo e malgrado la determinazione
dimostrata dalla Nuv nell’organizzarsi per adempiere al mandato ricevuto,
sia in conseguenza del “tourbillon” delle giunte regionali succedutesi e lo
tsunami della Pandemia sono comparsi orientamenti ed ipotesi che allora
non erano stati presi in considerazione dai decisori politici e che se
riconsiderati in oggi potrebbero compromettere la riuscita di un progetto
fortemente strutturato e di natura complessa qual è il nostro.
Insomma c’è il rischio concreto che, similmente ad altre incompiute di cui
è costellato il panorama regionale, anche quest’ultima finisca, con buona
pace di Gozzano (… non amo che le cose che potevano essere e non sono
state”) sul binario morto delle pie intenzioni, là dove i sogni muoiono
all’alba.
Tengo a precisare che se ritengo opportuno esplicitare queste mie
preoccupazioni non è certo per malinteso protagonismo: per il ruolo
da me svolto in circa 10 anni alla guida della NUV ritengo di aver
corrisposto al meglio sul piano professionale compiendo scelte
trasparenti, efficienti ed imparziali.
Come cittadino, invece, e quindi come “soggetto politico”, invito quanti
hanno a cuore il buon esito del Polo Universitario regionale a vigilare sull’iter del dossier, a seguirne gli sviluppi e a interagire utilmente con
una classe politica distratta e poco incline a fare di questa scelta strategica
una occasione di orgoglio civico condiviso.
Bruno Milanesio

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