Ci ha pensato Robert Louvin, in una sapida intervista di Enrico Martinet, a mandare al tappeto per KO tecnico, con due ganci e un diretto ben assestati, la proposta del PD valdostano sulla legge elettorale già presentata come la panacea di tutti i mali che affliggono da tempi immemorabili la politica della nostra petite patrie.
Perché riteniamo lecito e non iperbolico battezzare come legge Fuffa una proposta che somiglia come una goccia d’acqua a quel precedente storico, dato per archiviato con buona pace di tutti, con la poco lusinghiera nomea di legge Truffa?
Come non ricordare con raccapriccio quel tentativo, peraltro fallito, che infiammò la politica del Bel Paese (Legge 31 marzo 1953, n. 148) e che si peritò di modificare la legge elettorale italiana del 1946 introducendo un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei Deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse superato il 50% dei voti validi?
Allora la saggezza degli elettori italiani respinse tale proposta oligarchica, anticostituzionale e negatrice del principio democratico dell’eguaglianza del voto.
Non ci resta che seguirne l’esempio.
Si vous ȇtes Valdôtains soyez dignes de l’ȇtre !
Bruno Milanesio

Lascia un commento