Alé Vallée

Il Blog di Evolvendo VdA


"La democrazia come insieme di strutture è, o può essere, una macchina che funziona. Chi non funziona sono i macchinisti, a tutti i livelli: da quello dei capimacchina (i governanti) a quello dei mini-macchinisti (il popolo, i governati)" (Giovanni Sartori, politologo)

1° MAGGIO

Rappresentare l’intero mondo del lavoro

Sono convinto che il sindacato dovrebbe esprimere ora più che mai la precisa volontà di recuperare appieno la titolarità della rappresentanza dell’intero mondo del lavoro dipendente, in tutte le sue espressioni settoriali e professionali. Non è, questo, un ritorno all’esercizio di un ruolo meramente contrattuale. Il sindacato non rinuncia ad essere soggetto politico che si confronta in piena autonomia con il Governo e le altre Istituzioni sui temi dell’occupazione, della politica economica, delle riforme istituzionali e sociali, della qualità della vita. E, del resto, se abdicasse da questo ruolo, commetterebbe un grave errore.

Oggi, infatti, anche i sindacati più contrattualisti dei paesi industrializzati prendono atto che non è più possibile tutelare gli interessi che rappresentano se non intervengono, con la loro forza, a orientare e condizionare quelle scelte governative che determinano lo sviluppo economico e il progresso sociale. I sindacati con una forte condizione contrattualista non danno all’assunzione di questo nuovo ruolo una motivazione ideologica, in realtà del tutto assente; essi, piuttosto, sottolineano il fatto che, prima delle attuali crisi energetiche (con i suoi devastanti effetti sulla economia dei paesi industrializzati) e in seguito i processi continui della innovazione tecnologica (con lo scompaginamento che ha determinato e continua a determinare nel mercato del lavoro) hanno posto e pongono al sindacato la necessità di uscire dal guscio del mero ruolo contrattuale, per orientare le politiche economiche dei governi in difesa dell’occupazione.

Ma la riaffermazione del ruolo autonomo del sindacato quale soggetto politico che interviene sui temi generali della condizione dei lavoratori, non può degenerare nel pansindacalismo (come accaduto nel lontano passato è purtroppo accaduto), cioè nell’assumere il ruolo di surroga dei partiti e nel considerare le Istituzioni democratiche alla stregua di controparti padronali.

E’ per molti versi un sottilissimo esercizio di discernimento che andrebbe riconosciuto e praticato.

Buon primo Maggio a tutti.



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