Alé Vallée

Il Blog di Evolvendo VdA


"La democrazia come insieme di strutture è, o può essere, una macchina che funziona. Chi non funziona sono i macchinisti, a tutti i livelli: da quello dei capimacchina (i governanti) a quello dei mini-macchinisti (il popolo, i governati)" (Giovanni Sartori, politologo)

Vendonsi mercatini di Natale

Il Marché Vert Noël, fiore all’occhiello degli eventi natalizi della città di Aosta, è sul mercato. Pronto per essere sfruttato da un’impresa privata che, per le naturali logiche di mercato, cercherà di trarre profitto da un brand nato nella pancia dell’amministrazione comunale e divenuto famoso e meta ambita di centinaia di pullman all’anno grazie al duro lavoro di funzionari e dipendenti comunali da 15 anni a questa parte.

È questa la triste sintesi di una delibera della Giunta comunale di Aosta approvata la scorsa settimana. Vi si legge infatti che un operatore privato dovrà preoccuparsi di organizzare i famosi mercatini, creare le ambientazioni, curare la promozione, nonché trovare e selezionare gli espositori. Il tutto dietro a un compenso di 170mila euro, cui pare si aggiungeranno gli introiti degli affitti degli chalets, per i quali potrà essere chiesta una cifra attorno (parola esatta da delibera!) ai 3.600 euro, che, moltiplicati per circa 50 chalets, fa altri 160mila euro.

Il Comune, per dirla in altri termini, delega totalmente a un privato non tanto il montaggio degli chalets, la cura della sicurezza e di quant’altro possa essere più agevolmente gestito da un’impresa privata, cosa che giustamente è sempre stata fatta, ma l’intera concezione della manifestazione e della sua promozione e, cosa ancor più grave, la scelta di chi potrà o non potrà esporre. Un vero e proprio commissariamento dell’assessorato al Turismo e Commercio del Comune e a chi lo guida, che da sempre ha svolto la regia di tutte le operazioni legate al Marché.

Un altro aspetto che emerge drammaticamente dalla delibera sta nel fatto che anche l’allestimento dell’ambiente alpino, finora magistralmente curato dall’Assessorato agricoltura e risorse naturali della Regione, di cui tutti conoscono le abilità creative poiché le possiamo ammirare in tutta la Valle, sarà delegato alla stessa impresa privata.

È evidente che la scelta di quest’impresa sarà sottoposta alle regole degli appalti pubblici, per cui, in ipotesi, anche una valente ditta siciliana esperta in allestimenti mediterranei potrà proporsi per ricreare l’ambiente alpino che finora abbiamo conosciuto e che è stato immortalato in migliaia di foto. Così come, sempre in ipotesi, ma non così remota, chi dovrà selezionare la ditta vincitrice potrà trovarsi con una sola offerta da valutare, magari non così performante, e l’amletico di dubbio di dover contrattualizzare una proposta di mercatino che non piace o lasciare l’amministrazione in braghe di tela.

Naturalmente ci si augura che tutto vada per il meglio per il bene della città di Aosta, ma gli scivoloni sono dietro l’angolo. Non si ha contezza di quali maestranze saranno impiegate per creare le ambientazioni, gli eventi e la comunicazione dovranno essere presi a scatola chiusa, così come l’elenco degli espositori. Pericoli concreti che fanno intravedere un vero e proprio salto nel buio.

La cosa però più sconcertante di tutta questa vicenda, che sarà tutta da valutare nei prossimi mesi, è il trasferimento nelle mani di un privato di un bene immateriale pubblico. Un privato che guadagnerà su un’idea che è nata, è cresciuta e si è affermata nell’ambito di una amministrazione pubblica e patrimonio di tutti i cittadini. Ragionando per paradossi, è come se la Regione delegasse in toto a un privato, scelta degli espositori compresa, l’organizzazione della millenaria Fiera di Sant’Orso.

La scelta del Comune è a tutti gli effetti una decisione molto pericolosa, nemmeno sottoposta a un pubblico dibattito, per lo meno un passaggio in Consiglio Comunale, dove (ma forse è per questo che non è stato fatto…) si sarebbe potuto apprezzare il parere, e sicuramente anche tanti consigli non richiesti conoscendo la persona, di Bruno Giordano, che da Sindaco e ancor prima da Assessore ha, non senza fatica, ideato una manifestazione che è diventata così proprio per come è stata organizzata e costruita,  con l’apporto di molteplici professionalità acquisite in tanti anni di lavoro.

In definitiva, per essere ancora più chiari, i mercatini sono così proprio per la complessa macchina organizzativa che ci sta dietro. Scardinarla e delegarla a un operatore privato ne fa un’operazione di mercato che a qualcuno andrà bene, ma che perderà, inesorabilmente, quel sapore artigianale e tradizionale che ne ha determinato la fortuna che conosciamo.

Giulio il Sofista



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