Alé Vallée

Il Blog di Evolvendo VdA


"La democrazia come insieme di strutture è, o può essere, una macchina che funziona. Chi non funziona sono i macchinisti, a tutti i livelli: da quello dei capimacchina (i governanti) a quello dei mini-macchinisti (il popolo, i governati)" (Giovanni Sartori, politologo)

La Val d’Aosta e la Valle d’Aosta

Ad ogni fibrillazione politica o inchiesta giudiziaria che comportano inevitabilmente enormi problemi da risolvere, appaiono puntualmente e “spintaneamente” (non è un refuso!) articoli del Corriere della Sera più o meno approfonditi sullo stato di salute della nostra regione.

Gli ingredienti usati sono sempre, più o meno, gli stessi: pochi abitanti (123mila), miliardi di bilancio pubblico, infiltrazioni mafiose e ‘ndranghetiste, instabilità politica, assenza di donne in Giunta, a cui questa volta si aggiunge la Film Commission che contribuisce alle riprese della serie tv noir con Marco Giallini.

Naturalmente lo scopo di questi articoli è sufficientemente chiaro, vale a dire presentare la Valle d’Aosta come una terra dalle enormi potenzialità ma assolutamente malgovernata da montanari privi di cultura. Peccato non sia proprio così!

E’ vero, ci sono pochi abitanti che vivono in una splendida regione di montagna, incastonata tra le vette più alte d’Europa (che spendono quindi, per esempio, il quadruplo di tutti gli altri per potersi riscaldare!)

Siamo infiltrati dalla ‘ndrangheta: peccato che le verità giudiziarie (che sono le sole che contano) ci dicano altro.

E’ vero, abbiamo avuto negli ultimi nove anni sei presidenti della Regione, ma lo stesso sistema elettorale, prima che si ritenessero le preferenze distorsioni del sistema democratico (legge elettorale, quella attuale, scritta in fretta e furia sotto dettatura) aveva prodotto due soli presidenti della Regione che hanno ininterrottamente governato: il primo per nove anni circa (Dino Viérin), il secondo per diciassette anni circa (Augusto Rollandin) e allora le accuse erano diametralmente opposte, arrivando addirittura a parlare di regime!

Il bilancio pubblico spropositato: bisogna ricordare che in Valle d’Aosta paghiamo tutta la sanità pubblica, tutta la scuola pubblica, manteniamo tutte le strade ecc., cose che in altre Regioni sono a carico del bilancio dello Stato.

Auguro personalmente al commissario Schiavone, che è ad Aosta per punizione, di poter rientrare al più presto nella vostra Capitale (la nostra si chiama Aosta!). Noi preferiamo di gran lunga tenerci stretto un film come “Le otto montagne”, consapevoli che l’autogoverno è assunzione di maggior responsabilità e non certo un maggior privilegio.

In conclusione, la Valle d’Aosta – e non la “Val d’Aosta” (quella del Corriere della Sera, che non esiste…) – pur tra mille difficoltà ce la farà anche questa volta.



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