Evolvendo non vuole essere un partito e ancor meno un super partito delle trasversalità. Conseguentemente, pur occupandosi di cultura, politica, economia e, più in generale, di tutti gli aspetti della società civile, non si presenta alle competizioni elettorali. Ai propri aderenti, qualora appartengano a partiti o movimenti o rivestano cariche elettive nelle istituzioni, chiede unicamente di manifestare coerenza tra i comportamenti da assumere sui singoli argomenti e le posizioni manifestate dall’associazione sugli stessi.
Pertanto Evovendo si definisce come un dinamico centro di elaborazione sociale e culturale e di iniziativa politica retto da uno statuto e da organi democraticamente costituiti che intende formulare proposte praticabili – gli orizzonti del possibile – a problemi generali e particolari della nostra Comunità.
Evolvendo dialoga, senza preconcetto alcuno, con gli attori istituzionali, politici, sociali, economici e culturali attivi nella nostra Regione e intende rivolgersi soprattutto a quei Valdostani che, pur criticandola, stanno lontani dalla politica partitica e tuttavia vorrebbero poter offrire il loro contributo di esperienza, di pensiero e di azione alla crescita civile e culturale della nostra Regione. In particolare fa appello alle giovani generazioni e alle donne che, pur rappresentando una larga parte della nostra Comunità, sono ancora di fatto escluse dai processi decisionali.
Evolvendo intende praticare la cultura dei risultati. Ciò significa che la sua “esistenza” precederà la sua “essenza”, essenza che si determinerà nell’azione. Al fine di non cadere nelle sabbie mobili del relativismo delle identità, anticamera del nichilismo contemporaneo, riteniamo opportuno definire preliminarmente il “minimo comun denominatore” dei valori condivisi per chi intenda affrontare con noi questo percorso. Il minimo comun denominatore richiesto alle persone che intendono partecipare all’esperienza di Evolvendo è l’adesione sincera ai principi, valori e istituti su cui si fonda la civiltà occidentale, retaggio storico e filosofico del pensiero greco, giudaico-cristiano e razionalista che ha trovato la sua più compiuta espressione nella “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”.
Quanto al contesto locale, chiede ai suoi aderenti di condividere l’opinione che il traguardo del bilinguismo effettivo è l’obiettivo necessario per la costituzione di una società coesa (due lingue una sola comunità), nonché condizione per l’affermazione di quella particolare identità culturale che è e deve permanere l’elemento fondante della nostra Autonomia.

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