Alé Vallée

Il Blog di Evolvendo VdA


"La democrazia come insieme di strutture è, o può essere, una macchina che funziona. Chi non funziona sono i macchinisti, a tutti i livelli: da quello dei capimacchina (i governanti) a quello dei mini-macchinisti (il popolo, i governati)" (Giovanni Sartori, politologo)

La teoria del “nemico oggettivo”

In politica, come a volte succede anche nelle relazioni sociali e familiari, c’è l’insana tendenza a sviluppare la teoria del “nemico oggettivo”.

Quando una coalizione di forze politiche fa fatica a trovare una intesa sui principali dossier e rischia, per conseguenza, di implodere a causa di contraddizioni palesi e, a volte, occulte (trattate, cioè, nelle segrete stanze dei bottoni) i maître à penser sviluppano la teoria del nemico oggettivo, ossia cercano di convincere i componenti della maggioranza di turno che anche se non hanno la stessa idea sulle Cime Bianche, sul raddoppio del Traforo del Monte Bianco, sull’ampliamento a est dell’ospedale Parini di Aosta, sull’elezione diretta del Presidente della Regione, sulla tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier, etc., cioè su tutto o quasi – tranne naturalmente la normale amministrazione del potere e delle sue partecipate – costoro mettono in guardia contro gli eventuali pericoli che si corrono perché i “barbari” sono alle porte e quindi bisogna lasciar perdere le quisquilie e fare fronte comune contro il nemico oggettivo che poi ha l’unica, o sicuramente la principale, colpa di aver vinto le elezioni regionali del 2020.

Se questo ancora non fosse sufficiente per gli smemorati di casa nostra, occorre ricordare cosa successe a seguito del risultato elettorale del 2003, che assegnò la maggioranza assoluta dei seggi all’Union Valdôtaine. Doveva essere tutto in discesa perché non vi erano più nemici oggettivi da sconfiggere; per contro, lì iniziarono i veri problemi dell’UV, che il nemico oggettivo se lo costruì in casa. Cominciò così una lunga serie di scissioni che, pare, oggi si cerchino di risolvere. Il 18 maggio è alle porte e vedremo se gli stessi uomini che hanno diviso sapranno ricomporre!

La morale d’altronde è vecchia di oltre duemila anni: a volte per non vedere la trave conficcata nei nostri occhi si cerca disperatamente la pagliuzza in quelli altrui. E poi in fondo, se ci pensate bene, è molto più facile trovare un nemico oggettivo alle proprie porte di casa che riflettere sui propri errori.



Una risposta a “La teoria del “nemico oggettivo””

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