Parafrasando Alessandro Manzoni, la nuova Giunta regionale di Renzo non ha alcuna Lucia.
Il super-Presidente-Prefetto, con deleghe alle finanze, bilancio e partecipate regionali, in una parola tutto o quasi ciò che muove l’economia pubblica regionale, è infatti sostenuto da una maggioranza di soli uomini: molti Don Abbondio (“il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare“), sicuramente un Azzecca-garbugli (con relativa laurea in tuttologia) ma, come dicevo, nessuna Lucia.
E così abbiamo trovato una nuova fonte di polemica politica! La sinistra-sinistra è pronta a rivolgersi al Presidente della Repubblica pur di vedere Lucia nell’esecutivo regionale, ma si dimentica di dire che questo risultato è figlio di una perversa legge elettorale, scritta sotto dettatura, che ha cancellato le preferenze in quanto foriere di distorsioni democratiche.
Si pensi, poi, se il buon Renzo avesse deciso di fare un assessorato in più, con i relativi costi, affidandolo alla “sua” Lucia, Sua nel senso che se la sarebbe scelta lui in splendida solitudine. Apriti cielo! Pensate le polemiche che avrebbe scatenato tale scelta.
La morale di questa breve storia è forse quella che Alessandro Manzoni avrebbe dovuto tener fede alla prima stesura del romanzo “I promessi sposi”, il cui titolo era “Fermo e Lucia”, dove è di tutta evidenza che la costante è Lucia e di Renzo non v’era traccia.
Ad maiora!

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